ALEXANDER ACI: L’EREDITÀ DEL PASSATO E LA VOCE DEL SANGUE
«Ho sempre creduto che le storie non raccontate siano come reperti sepolti: se non li riporti alla luce, è come se non fossero mai esistiti.»
Per gran parte della mia vita, sono stato un tessitore di sogni per le persone che amo. Le mie prime “indagini” non sono nate tra le rovine di un tempio, ma negli sguardi curiosi di mia moglie, di mio figlio e dei miei nipoti. Per loro ho inventato mondi, improvvisato avventure di ragazzi e racconti d’amore che vibravano nell’aria delle nostre sere, svanendo però con l’ultima parola.
Poi, tra il fango di Ercolano e il rosso cinabro di Pompei, qualcosa è cambiato.
Ho sentito l’urgenza di trasformare quell’eco passeggera in qualcosa di eterno. Ho capito che la mia passione per la Storia e il desiderio di lasciare un’eredità tangibile potevano fondersi in un’unica, grande missione: dare voce a chi è rimasto in silenzio per duemila anni.
Oggi, quella voce ha il nome di Agata Scalia.
Scrivere thriller archeologici per me non è solo un mestiere, è una necessità. È il modo in cui metto nero su bianco le narrazioni che hanno accompagnato la mia famiglia, espandendole verso un orizzonte più vasto e oscuro. Attraverso il rigore scientifico di Sofia Parenti e il cinismo investigativo di Mimmo Scognamiglio, esploro i segreti mai risolti dell’antica Roma, portando il lettore lì dove il fango urla ancora giustizia.
Invito te, nuovo lettore, a unirti a questa avventura. Spero che, proprio come è successo per i miei cari, queste storie di sangue, cenere e verità possano trovare un posto speciale nel tuo cuore. Perché il passato non è mai morto: aspetta solo qualcuno che abbia il coraggio di raccontarlo.
